“criteri di ammissione” alle scuole superiori
DSA e consiglio orientativo: un passaggio che pesa sul futuro
Gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) affrontano spesso un percorso scolastico più complesso rispetto ai coetanei. Le difficoltà incidono sullo studio e sul rendimento e l’acquisizione di un metodo di lavoro efficace richiede tempo: molti ragazzi raggiungono una buona capacità di organizzazione solo durante le scuole superiori.
Cos’è il consiglio orientativo
Alla fine della terza media, il consiglio di classe rilascia un consiglio orientativo, cioè un parere sulla scuola superiore ritenuta più adatta allo studente (liceo, istituto tecnico o istituto professionale). Questo documento dovrebbe essere un supporto per famiglie e studenti, ma in realtà può diventare un criterio di ammissione alle scuole superiori in caso di esubero di iscrizioni. Per questo motivo viene spesso percepito come una “sentenza” che condiziona fortemente il futuro scolastico.
La questione per chi ha un DSA
Il percorso scolastico degli studenti con DSA è spesso meno lineare e brillante, non per mancanza di capacità, ma perché il tempo necessario a consolidare un metodo di studio è più lungo. Questo porta, nei consigli orientativi, a una frequente indicazione verso percorsi considerati più pratici, come gli istituti professionali o tecnici, piuttosto che verso i licei.
Un sondaggio condotto attraverso i nostri canali social conferma questa percezione: nella maggioranza dei casi, agli studenti con DSA viene consigliato un istituto professionale, raramente un liceo.
Conclusione
Il consiglio orientativo dovrebbe essere uno strumento di valorizzazione delle potenzialità, non un limite. Gli studenti con DSA hanno bisogno di tempo e di una didattica inclusiva per sviluppare le proprie capacità: ridurre le loro possibilità di scelta significa non riconoscere il valore del loro percorso e privarli di opportunità formative.
Segue qualche foto da vari siti di scuole superiori.


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